La Repubblica, Rassegna stampa

La Scuola del fare al Don Bosco via ai corsi per entrare nel mondo del lavoro – La Repubblica Napoli

 

CRONACA

L’inaugurazione

Rione Doganella

La Scuola del fare al Don Bosco via ai corsi per entrare nel mondo del lavoro

L’iniziativa nasce grazie a partner come Fca, Sda, Sapa, Garofalo e Regione

CONCHITA SANNINO

Una scuola «organizzata» che per molti è un «grande ponte verso il lavoro, cioè la salvezza». Ecco, diranno quasi tutti i relatori, senza neanche troppa voglia di polemica anti-Bussetti: «La migliore risposta alle parole ingiustificabili di un ministro verso tanti insegnanti e studenti del Sud è questo impegno tenace, questa passione che ci ha fatto vincere un sacco di ostacoli.

Insieme possiamo cominciare a ripristinare l’offerta di formazione professionale in Campania». Terra in cui quell’opzione era – ed è, in generale – spenta: nonostante i numeri dell’abbandono indurrebbero a un più urgente recupero di giovanissimi nel mondo (rigoroso, non clientelare) della formazione professionale.

È una buona notizia che si fa realtà, quella su cui si impegnano da ieri strutture del no-profit, educatori, laici, religiosi e Regione. La quale, con l’assessora Chiara Marciani, assicura che «abbiamo messo i fondi su questa iniziativa per prossimi tre anni: vogliamo che come avviene in altre regioni, anche qui i nostri ragazzi abbiano la possibilità di quella casella Cfp, Centro formazione professionale». Un semplice ma affollato e caloroso battesimo dà quindi il via, nell’istituto Don Bosco del rione Doganella, con i vertici dei Salesiani – sala gremita, tanti ragazzi, anche famiglie – alla nascita dei primi corsi di Iefp (Istruzione e formazione). È la Scuola del fare, iniziativa che prepara da oggi i primi quaranta ragazzi : dai 13 ai 15 anni verso le qualifiche spendibili nei settori automotive e servizi logistici.

Come ha spiegato Antonio Riva, dell’omonima Fondazione, uno dei finanziatori e promotori dell’intero progetto, «abbiamo cominciato a coltivare questo sogno grazie a don Antonio Loffredo, visto che al rione Sanità abbiamo visto fiorire tante cose da piccoli semi piantati. C’è voluto qualche anno, poi siamo riusciti per l’impegno di tutti e di partner importanti da Fca a Sda, da Sapa a Garofalo che faranno stage e manderanno i loro tecnici, a mettere in piedi una scuola direttamente collegata ai settori traino, in Campania. Guardando anche alle esperienze più importanti e all’avanguardia che esistono in Italia». Non a caso arriva da Como, ieri, Alessandro Mele, altro partner della Scuola del Fare: è l’amministratore delegato di Cometa, scuola d’eccellenza celebrata solo pochi mesi fa in un reportage del New York Times, il centro che, con un “modello” studiato negli atenei, cerca di educare «con la bellezza e il lavoro». Racconta Mele: «Oggi non apriamo solo un triennio, pensiamo a un quinquennio. Di Napoli conosco ora qualche parte nascosta. Mi ha attratto il suo fascino. Ma mi ha colpito anche per le sue ferite, che richiedono fiducia e intenti comuni. Come vedere, l’altra mattina, un antico ospedale e, accanto, un cumulo di rifiuti. Ecco perché, insieme agli amici di questa esperienza, abbiamo voluto che la scuola che nasce fosse bella anche nei dettagli. Noi pensiamo che nel cuore di ciascuno di noi, come ci ha insegnato Erasmo (Figini, fondatore di Cometa, ndr) questo desiderio conviva con l’aspirazione alla giustizia. Solo se queste due spinte si coniugano, passa il messaggio, ci si forma e le vite cambiano».

Non è un caso che nelle aule e nei mega laboratori nuovi di zecca dove lavoreranno il direttore didattico Pasquale Calemme, e il direttore pedagogico don Mimmo Sandivasci – vi sia stata attenzione per i dettagli, per il design, il verde. Un’intesa che ha raccolto il meglio di associazioni e start-up, dalla Fondazione San Gennaro, all’impresa sociale Con i bambini, passando per l’esperienza di If, di Marco Rossi-Doria. «Un autorevole giornale mi aveva chiesto di commentare, da maestro e formatore, le parole di Bussetti sottolinea l’ex sottosegretario all’Istruzione – ho evitato perché la forza delle azioni resta più a lungo, e questa giornata racconta tutto quello che del sud vale e fa la differenza». Don Tonino Palmese, altro pastore profondamente impegnato, al vertice di Polis, vittime innocenti di mafie, testimonia dei «tanti ragazzini incontrati in carcere, al fondo di una vita che non aveva avuto alternative. Sentire uno di loro che ti mormora, commosso: “don Toni’ forse se vi incontravo prima non finivo qui dentro”, mentre abbiamo un ministro dell’Interno che spesso si vanta di dire “quella persona marcisca in galera” ci dice la gravità di tempi difficili».

Intanto in prima fila, gli allievi Luca, Melissa,Vincenzo, Gennaro, Maria, Antonio, da oggi hanno i personali pc, entreranno al don Bosco con i nuovi libri.

Non sanno che la “loro” nuova scuola deve qualche grazie anche a silenziosi autonomi donatori: del nord, come la signora Rosa Malvezzi Campeggi. È il fare che unisce l’Italia reale contro quella politica che, spesso, divide.

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I promotori della “Scuola del fare”