Sabato 28 marzo, il Teatro dell’Arca Sandro Baldacci della Casa Circondariale di Marassi, a Genova, ha ospitato un concerto nato dal lavoro congiunto tra Fondazione Riva e Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Il teatro era pieno.
Sul palco l’Orchestra Paganini: musicisti cresciuti artisticamente insieme, guidati da un direttore che ha saputo tenere insieme rigore e coinvolgimento. In programma le Quattro Stagioni di Vivaldi, eseguite con gli strumenti ad arco dell’Orchestra del Mare — realizzati da persone detenute nei laboratori delle carceri di Opera e Secondigliano nell’ambito del progetto Metamorfosi di Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, che dà nuova voce al legno recuperato dai barconi dei migranti e nuova dignità a chi lo lavora.
Tra un movimento e l’altro, alcune persone detenute della Casa Circondariale hanno letto testi scritti da altri detenuti: parole su cosa significhi essere straniero, essere detenuto, essere ai margini in un paese come il nostro. Riflessioni dirette, senza filtri, che hanno dato alla serata un peso diverso da quello di un normale concerto.
È stata una serata che ha unito musica e parola, artisti affermati e persone che stanno scontando una pena, portando fuori dalle mura del carcere — almeno per una sera — voci che raramente trovano ascolto.

