di Walter Medolla

Al rione Sanità di Napoli rivitalizzati 2.000 metri quadrati di spazi della Curia per i bambini e i ragazzi.
Nella “Città del bello” laboratori (gratuiti e senza barriere) di informatica, restauro, teatro, musica, riciclo.
Un progetto nato dalla Fondazione San Gennaro onlus con alcuni gruppi privati, tra cui Saint-Gobain.

Nella parte più alta della collina di Capodimonte, quella che domina il centro storico di Napoli, si sogna parecchio. La cosa interessante è che da queste parti i sogni, lentamente, diventano realtà e si trasformano in possibilità e opportunità per tante persone. L’ultima suggestione divenuta un fatto concreto, è la “Città del bello” un luogo di accoglienza e incontro per i bambini napoletani, un posto senza barriere architettoniche dove ragazzi disabili e normodotati possono incontrarsi, confrontarsi e vivere momenti formativi e di svago, superando quelle presunte differenze che spesso li allontanano, li dividono o comunque li tengono distanti. In uno spazio della Curia di Napoli, negli ipogei della Basilica del Buon Consiglio, la Fondazione San Gennaro onlus ha rivitalizzato quasi duemila metri quadrati sottoutilizzati ed è riuscita ad allestire una serie di laboratori rivolti ai più piccoli. Informatica, restauro, teatro, musica e riciclo sono alcune delle attività che sono state pensate per i bambini e ragazzi napoletani, che vi potranno partecipare gratuitamente. Un progetto che nasce dalla volontà di dare risposte concrete a un territorio particolarmente difficile, dove è evidente il disagio sociale di una fascia di popolazione. La ” Città del bello” è stata realizzata anche con contributi della Cei, del Gruppo Saint-Gobain, di UniCredit, di Banca d’Italia e Fondazione Cattolica, per un totale di oltre 265mila euro raccolti. Per la prima volta dalla sua nascita (quest’anno si festeggiano i 10 anni di attività della sua Fondazione), il colosso dell’edilizia Saint-Gobain ha deciso di supportare un progetto nel sud Italia. Dopo “Liberi bimbi”, realizzato nella Casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino, dove è sotto il nuovo centro di accoglienza dedicato alle madri detenute e il progetto “Linguetta” che ha sostenuto la Lega del Filo d’Oro nella costruzione del nuovo centro ad alta specializzazione di Osimo, che con 56mila metri quadrati e 80 posti letto è destinato all’assistenza dei bambini sordo-ciechi e dei loro genitori, ecco la nuova esperienza al Rione Sanità di Napoli. “La responsabilità sociale – ha sottolineato Gianni Scotti, presidente e amministratore delegato del gruppo in Italia – è parte integrante della cultura di Saint-Gobain. Presenti in 67 Paesi, con più di 350 anni di storia, di cui oltre 129 in Italia, la nostra missione è creare comfort e migliorare la qualità della vita tramite i nostri prodotti e i nostri sistemi innovativi. Vogliamo raggiungere questo obiettivo attraverso l’interpretazione di un ruolo sociale, tanto all’interno quanto all’esterno, attraverso il nostro lavoro e quello della Fondazione Saint-Gobain”. Scotti ha aggiunto che “il dialogo e il confronto con la comunità locale e il territorio sono per noi strategici: attraverso la creazione di relazioni di fiducia reciproca, infatti, crediamo di poter accrescere la consapevolezza sui temi dell’habitat sostenibile e di poter creare circoli virtuosi per il sostegno delle generazioni future”.

Le mura risanate

L’intervento pratico della Fondazione Saint-Gobain per il progetto la “Città del bello” è stato mirato al risanamento delle mura umide in ambiente interrato, affette da infiltrazioni e muffe, ottenendo ottimi risultati in termini di comfort abitativo e risparmio energetico. “La bellezza è l’unica soluzione, non ce ne sono altre – ha detto don Antonio Loffredo, parroco del rione Sanità e promotore della rivoluzione dal basso messa in atto nel quartiere – Solo andando a incidere sul cuore dell’uomo c’è possibilità di realizzare e offrire un futuro diverso per i giovani e i bambini della nostra città”.

 

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