Rassegna stampa

Avvenire – Buone prassi. Dal carcere al lavoro con Riparto da me

giovedì 16 novembre 2017

Le attività prevedono colloqui individuali, redazione progetto professionale, orientamenti di gruppo ed individuali, sostegno all’integrazione, monitoraggio del percorso svolto

Parte venerdì 17 novembre, nella sede di Adecco Group Italia, in via Tolmezzo a Milano, il primo appuntamento di Incontri e racconti, che vedrà la presentazione a un gruppo ristretto di aziende che aderisce a #Ripartodame, progetto che nasce dalla collaborazione tra Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Fondazione Alberto e Franca Riva Onlus e il Centro Studi sugli Enti ecclesiastici e sugli altri enti senza fini di lucro (Cesen) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si tratta di un progetto che coinvolge un gruppo di detenuti del carcere di Bollate per favorirne l’inclusione in contesti lavorativi in modo da facilitare anche la loro integrazione sociale. In questo modo si vogliono mettere a disposizione delle persone contenuti di orientamento al lavoro e formativi, utili per potersi approcciare con efficacia al mercato del lavoro. #Ripartodame vuole inoltre diventare una buona prassi, replicabile e sostenibile, sul tema dell’inclusione di persone detenute. «Le statistiche ci dicono che solo il 27% dei detenuti svolge un’esperienza di lavoro durante la permanenza in carcere e di questi solo il 19% presso datori di lavoro esterni alla struttura penitenziaria. Con #Ripartodame vogliamo offrire un’occasione di integrazione sociale concreta per persone che si trovano in regime di restrizione della libertà – ha affermato Giovanni Rossi, segretario generale di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità – e il primo ciclo di Incontri e racconti punta proprio a spiegare alle aziende del territorio il valore etico e sociale insito nell’offrire percorsi di inserimento per i detenuti. Fornire a persone detenute gli strumenti per cercare un lavoro è dare loro una speranza di integrazione unica che richiede il sostengo delle imprese, il primo luogo in cui si realizza l’integrazione sociale».

In #Ripartodame le persone sono seguite da Fondazione Adecco e Fondazione Riva con un programma di educazione e orientamento al lavoro volto ad agevolare il loro futuro ingresso nel mercato del lavoro.
Le attività prevedono colloqui individuali, redazione progetto professionale, orientamenti di gruppo ed individuali, sostegno all’integrazione, monitoraggio del percorso svolto. Inoltre è previsto un comitato di studio per la descrizione scientifica del progetto.

Le attività saranno condotte da personale della Fondazione Adecco secondo la metodologia ed il know how che da oltre 16 anni contraddistinguono l’operato della Fondazione. Il self-empowerment e la redazione del progetto professionale sono alla base di una metodologia che ha come presupposto fondamentale l’adesione attiva del beneficiario al percorso di educazione e orientamento al lavoro. Fondazione Adecco seguirà anche la parte di accompagnamento al lavoro per supportare i beneficiari nella ricerca di opportunità occupazionali.

«Come dimostra l’esperienza che abbiamo maturato anche in altri contesti, la rieducazione dei carcerati è efficiente sia per i detenuti sia per la società e il lavoro è la forma più adeguata per perseguirla. L’esperienza lavorativa, infatti, aumenta il grado di stima dei detenuti consentendo una riscoperta della loro dignità, permette il recupero dei legami familiari favorendo una rinnovata socialità e, infine, incide sulla recidiva migliorando i comportamenti individuali e le abitudini sociali. Per questo, riteniamo che il progetto #Ripartodame – che mira all’inserimento lavorativo dei detenuti – rappresenti un’occasione unica per i carcerati di sperimentare un contesto reale con cui misurarsi», afferma Andrea Perrone, ordinario di Diritto commerciale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore del Cesen.

«Il progetto #Ripartodame nasce dalla volontà del carcere di Bollate, di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, del Cesen (Centro Studi sugli Enti ecclesiastici e sugli altri enti senza fini di lucro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e di Fondazione Alberto e Franca Riva Onlus di dare un’opportunità lavorativa e di riscatto sociale a persone detenute. Crediamo fortemente in questo progetto e nei suoi risultati. Venerdì 17 novembre vogliamo che le aziende che saranno presenti all’incontro possano rendersi conto di quanto questo progetto non sia solo un’opportunità per le persone detenute, ma anche una grandissima risorsa per loro. Gli educatori che finora hanno accompagnato le persone detenute nel percorso di orientamento al mondo del lavoro ci hanno raccontato di quanto queste persone abbiamo voglia di riscattarsi e di ritrovare il loro posto nella società. Insieme a voi abbiamo bisogno di dar loro una seconda possibilità attraverso il lavoro. Solo così riusciranno a ricominciare a vivere con dignità», conclude Antonio Riva, presidente di Fondazione Alberto e Franca Riva Onlus.

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